La Norvegia ha una storia linguistica molto travagliata, che è terminata nell’adozione di due lingue ufficiali: il
Bokmål e il
Nynorsk.
Il norvegese ha avuto un’evoluzione molto particolare. Nel XIV secolo attraversa una serie di semplificazioni grammaticali indipendenti che mutano in un primo stadio la lingua.
Nel 1389 la Norvegia viene unificata al regno di Danimarca e rimane sotto la corona danese fino al 1814.
Sui documenti ufficiali si impone il danese, e il norvegese perde man mano la tradizione scritta, sopravvivendo solo a livello orale, e diviso in dialetti locali.
Il danese in Norvegia viene comunque pronunciato alla norvegese, quindi si parla più che altro di dano-norvegese. Ad esempio per indicare il pasto si scrive mad, ma si pronuncia mat.
Questa lingua (cioè la lingua danese pronunciata alla norvegese) venne detta riksmål, cioè lingua del regno, oggi bokmål, cioè lingua dei libri: è la più diffusa e usata per i giornali e per la letteratura.
Nel 1848, però, Ivar Aasen volle ricostruire la lingua norvegese autentica: basandosi sui dialetti della Norvegia occidentale elaborò una grammatica e un dizionario nella lingua che lui chiamò landsmål, lingua del paese, e che oggi viene chiamata nynorsk, cioè neonorvegese, che discende dal norvegese antico.
Attualmente entrambe le lingue sono ufficiali in Norvegia, ma il nynorsk viene studiato nelle scuole solo da 1/6 degli studenti.
Si sta tentando pian piano di avvicinare le due lingue, per rendere uniforme la geografia linguistica del paese.
L'alfabeto norvegeseA = Come in italiano.
B = Come in italiano.
C = Si pronuncia come la s sorda italiana (es. sole).
D = All'inizio di parola come in italiano, alla fine di parola è muta. Se preceduta da una consonante al termine di parola raddoppia il suono di tale consonante.
E = Come in italiano, ma in posizione finale è muta (a meno che non sia accentuata). Nel pronome de si pronuncia /i/.
F = Come in italiano.
G = Come in italiano se è all'inizio di parola. Muta nelle parole che terminano in -ig. Nel gruppo gi e gj si pronuncia come una /i/ allungata, tendente alla pronuncia del gruppo /ll/ del francese.
Nei seguenti pronomi si pronuncia /i/:
JEG= pronuncia /ièi/
DEG= pronuncia /dèi/
SEG= pronuncia /sèi/
H = Si pronuncia aspirata come la h inglese e muta davanti alla lettera v (es. Hvor = dove).
I = Come in italiano.
J = Come la i in italiano.
K = Come la c italiana in chiesa o casa. Nel gruppo kj e ky il suono è a metà strada tra il /ch/ tedesco (in ich = io) e /sc/ italiano (in sciare).
L = Come in italiano.
M = Come in italiano.
N = Come in italiano, tranne nel gruppo ng che ha un suono nasale.
O = In generale si pronuncia come la u italiana.
P = Come in italiano.
Q = In genere solo in parole di origine straniera e viene pronunciata /kv/ (come in tedesco).
R = Come in italiano, in alcune zone la sua pronuncia è più simile a quella tedesca.
S = Si pronuncia come la s italiana di sole, ma nei gruppi sj, skj, ski e sky, e se seguita da r pronuncia come il gruppo /sc/ italiano.
T = Si pronuncia come in italiano, ma se si trova alla fine della parola il suono è più leggero.
U = Generalmente come la /ü/ tedesca.
V = Come in italiano.
W = Appare in parole di origine straniera e si pronuncia /ve/.
X = Anch'essa appare in parole di origine straniera e si pronuncia come in italiano.
Y = Viene pronunciata come una /ü/ tedesca tendente a /i/ (provate a pronunciare una ü mettendo le labbra come per pronunciare una i).
Z = Viene pronunciata come la s.
Æ = Un misto tra il suono della A e della E allungata.
Ø = Si pronuncia come la /ö/ tedesca.
Å = Si pronuncia come una o italiana un po' allungata.
Gli articoliIn norvegese (bokmål) esistono 2 generi: neutro e comune. Il comune comprende il femminile e il maschile
L'articolo, in accordo con il sostantivo può essere di genere comune o neutro.
Indicherò tra parentesi anche il genere femminile.
Articolo indeterminativo singolare
comune = en neutro = et
(femminile = ei)
Esempi
Comune en rose (una rosa)
Neutro et eple (una mela)
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Articolo indeterminativo plurale
viene posposto -er al sostantivo
Esempi:
roser (rose)
epler (mele)
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Articolo determinativo singolare
comune = -en neutro = -et
(femminile = -a)
L'articolo viene posposto al sostantivo
Esempi
Comune rosen (la rosa)
Neutro eplet (la mela)
I sostantivi che terminano in e prendono solo la n, se di genere comune, o la t, se di genere neutro.
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Articolo determinativo plurale
viene posposto -ene al sostantivo
Esempi
rosene (le rose)
eplene (le mele)
Gli articoli, davanti agli aggettivi che accompagnano il sostantivo, rispondono a regole diverse rispetto all'articolo semplice davanti al sostantivo
Gli articoli che precedono l'aggettivo sono i seguenti:
Comune singolare den
Neutro singolare det
Plurale de
I sostantivi vengono ugualmente declinati con l'articolo, come se avessero 2 articoli, uno che precede l'aggettivo e l'altro posposto al sostantivo.
Questi articoli precedono l'aggettivo che prende una -e finale, se non terminanti già con la e.
Esempi:
den gode gutten (il bravo ragazzo)
de gode guttene (i bravi ragazzi)
det store huset (la grande casa)
de store husene (le grandi case)
L'articolo preceduto da un articolo indeterminativo resta invariato.
Esempio:
en god bok (un buon libro)
La mia fede è una soltanto... Novara Calcio e me ne vanto!



